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Cinque motivi per andare a Saint-Jean-De-Luz

Mangiare un macaron di Adam in riva al mare, fare yoga su una tavola da stand up paddle o ancora farsi tentare da un menu degustazione al ristorante Kaïku, fresco di stella… Saint-Jean-Luz sa come sorprenderci! Ecco i 5 motivi per visitare la città

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Jeunes filles dans un champ
© Istock - ASIFE

Cinque motivi per andare a Saint-Jean-De-Luz

Ripercorri i passi di Luigi XIV

Assaggia i macaron “tradizionali”

Passeggiare in riva al mare

Paddle in famiglia nella baia

Mangia al Kaïku

église saint-jean-baptiste vue depuis la mer
L'église Saint-Jean-Baptiste vue depuis la mer - © iStock-Leadinglights

Ripercorri i passi di Luigi XIV

9 giugno 1660: Luigi XIV ha 22 anni quando entra nella chiesa di San Giovanni Battista per sposare l’infanta Maria Teresa. Situata in rue Gambetta, la via dello shopping, nel centro di Saint-Jean-de-Luz, la chiesa è dominata da un imponente clocher-porche. Al suo interno, la pala d’altare del XVII secolo (posteriore a Luigi XIV) colpisce con il suo carattere ostentatore. Se la pala d’altare barocca è decisamente monumentale, gli elementi architettonici sono quelli tipici delle chiese basche: una navata unica e gallerie in legno dove si sedevano gli uomini per assistere alla messa (le donne prendevano posto nella navata). E le messe sono ancora celebrate con canti baschi. Dovere di tradizione!

Potrai prolungare la visita sulle tracce del Re Sole visitando la Maison Louis XIV, una delle dimore più belle della città basca, costruita tra il 1643 e il 1645. Luigi XIV vi è rimasto 40 giorni per il suo matrimonio e ha trascorso qui la sua prima notte di nozze. Prosegui sull’altro lato della piazza Louis XIV perché di fronte al porto si erge la Maison de l’Infante, che ospitò Anna d’Austria e l’Infanta di Spagna. Nell’edificio oggi si trova Jean Vier, che da oltre trent’anni è presente sulla costa basca ed è rinomato per le sue tovaglie a righe in lino che riprendono la tradizione dei “mantes à boeuf”, le coperte per il bestiame.

macarons hôtel
Macarons - © Istock - happy_lark

Assaggia i macaron “tradizionali”

Prima di tutto dovrai fermarti alla Pasticceria Adam (in piazza Louis XIV) per acquistare i suoi macaron al naturale. La ricetta? Dal 1660 è tenuta segreta, ma hanno accettato di svelarci gli ingredienti principali: farina di mandorle, albumi e zucchero. Sono incredibilmente morbidi e si sciolgono in bocca. Una piccola astuzia: si conservano 8 giorni in frigorifero nello scomparto delle verdure. Contatto: +33 5 59 26 02 13.

Azienda ancora oggi a gestione familiare, in rue Gambetta, la pasticceria Pariès propone specialità basche o delizie “della casa”: la torta alla confettura di ciliegie nere, le morbide caramelle mou (le Kanougas) al cioccolato, alla nocciola o al caffè, i macaron in diversi gusti che rilasciano il loro sapore sotto una crosta croccante (i mouchous). Contatto: +33 5 59 26 01 46.

Plage st jean de luz
Plage de St Jean de Luz, Pays basque, France - © xantana

Passeggiare in riva al mare

Dalla place Louis XIV, percorri la rue de la République per arrivare in riva al mare. Di fronte a te, le dighe di Socoa, dell’Artha e di Sainte-Barbe proteggono la baia sin dall’epoca di Napoleone III. Saint-Jean-de-Luz, protetta naturalmente dalle sue falesie e dalla sua duna di sabbia, ha subito dalla fine del XVII secolo, tempeste di una tale portata che una parte della città (il quartiere della Barre) è scomparsa. Il muro di sicurezza costruito per proteggere la città dagli incessanti maremoti non è stato sufficiente a salvaguardarla. Le tre dighe fanno ormai parte del paesaggio cittadino e il vecchio muro di sicurezza è stato trasformato in una passeggiata che offre alle abitazioni un accesso diretto al mare tramite una passerella.

La passeggiata in riva al mare è molto piacevole. Potrai arrivare fino alla punta Sainte-Barbe e arrampicarti per avere una vista sulla baia di Saint-Jean-de-Luz. Gli abitanti vi fanno la loro passeggiata domenicale e si portano il pranzo al sacco per godersi a vista.

ll nostro consiglio? Ai margini della falesia, fermati all’hotel La Réserve, precisamente nel suo ristorante, L’Ilura, per un pranzo in terrazza. La vista sul parco, la piscina a sfioro e il mare da soli valgono il viaggio. Il giovane chef, Fabrice Idiart, surfista come tutti gli abitanti della regione, cucina in modo sorprendente il pesce e soprattutto il merluzzo pescato all’amo. A tavola!

paddle amis mer
Paddle en famille - © iStock - FatCamera

Paddle in famiglia nella baia

Più stabile di una tavola da surf, il paddle si presta perfettamente a una piccola gita nella baia. Lezione numero 1 per i principianti: prima mettetevi in ginocchio, alzatevi lentamente, tenete le gambe leggermente aperte, alla larghezza delle spalle, e soprattutto guardate bene davanti a voi per non finire subito... in acqua! Una volta in piedi, bisogna restare leggermente piegati in avanti e dare qualche colpo di pagaia su entrambi i lati per procedere in linea retta, altrimenti si gira in tondo. Fino a qui, tutto bene. Se il mare è piatto, può provarci tutta la famiglia. È anche possibile sedersi, fare qualche esercizio di yoga sulla tavola (eh sì) o semplicemente fare una piccola pausa sotto il sole.

Prendere l’onda con il paddle è un po’ più complicato. Qui le cose si fanno più difficili. Bisogna pagaiare velocemente nel momento in cui si forma l’onda e mettere i piedi uno davanti all’altro, ovviamente senza cadere. Insomma, non so ancora mettermi in piedi su una tavola da surf (quella vera!!), ma un po di attività fisica è una buona scusa per mangiare la mia scatola di macarons. 

  • Evolutions 2 Territoires d’Aventure
  • 130 avenue de l'Adour
  • 64600
  • Anglet
  • Francia
  • +33 674470955
  • Informazioni sui prezzi: I Affitto per un’ora 15 euro, 25 euro per 2 ore. Corso collettivo di un’ora e mezzo: 20 euro e di due ore: 27 euro
haute gastronomie
© Milkos

Mangia al Kaïku

È senza dubbio il ristorante del momento e vedendo il suo chef (Nicolas Borombo) concentrato davanti ai suoi fornelli, che gestisce la sua brigata in cucina come un direttore d’orchestra, si capisce che i clienti seduti a un tavolo del Kaïku vivranno un intenso momento di grande cucina. Lo chef ha fatto esperienza al Crillon, al Georges V a Parigi, al Grand Hôtel di Saint-Jean-de-Luz prima di decidere di spiccare il volo. Risultato: ha appena ottenuto la prima stella e gli auguriamo di riceverne presto una seconda perché il suo menu degustazione (64 euro) risveglia tutti i sensi con associazione di consistenze, di colori e di gusti come nella sua spuma di piselli; prodotti locali e esotici come con il suo maiale Manex dei paesi baschi preparato alla giapponese, con salsa teriyaki; il suo dessert più rinomato, battezzato Louis XIV in onore del sovrano che lo introdusse alla corte di Francia, è una vera celebrazione del cioccolato, accompagnato da un friabile croccantino al sesamo dorato e da un gelato alle noccioline di Souston. Abbiamo raggiunto il firmamento della cucina gastronomica nella più antica dimora di Saint-Jean-de-Luz (1540).

  • Kaïku
  • 17 rue de la République
  • 64500
  • Saint-Jean-de-Luz
  • Francia
  • +33 559261320

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Rédaction SNCF Connect

20/04/2015